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mercoledì 21 dicembre 2022

Routine di Ella in montagna... in solitaria.


 Ciao!

Bentornata nella rubrica di Ella!

Oggi vi scrivo dalla montagna.



Eh si, le vacanze invernali si avvicinano e io ne ho approfittato per venire qui su, al freschetto.

Sto facendo una settimana di vacanza nella casa di mia nonna così da riposarmi, rilassarmi, godermi un po' di autonomia e scaldare la casa in vista dell'arrivo della mia famiglia per natale.

Questa casa immersa nel verde è un posto bellissimo dove rifugiarsi quando si vuole essere isolati da tutto e da tutti.



L'unico inconveniente è che si scalda solo a legna e un paio di termetti elettrici. Quindi ogni giorno si spende tantissimo tempo a portare dentro la legna, a tenere accese le stufe e a riaccenderle quando si spengono.

Non avevo mai fatto caso a questi piccoli dettagli perché di solito quando salivo se ne occupavano sempre mio papà e mio fratello, non che non sapessi fare ma loro sono gli uomini di casa!

Anche questo era ciò che volevo sperimentare. Per ogni cosa ci sono dei pro e dei contro. Quando cucini poi devi riordinare, quando pulisci le verdure c'è poi l'umido da buttare, quando porti la legna in casa poi c'è da spazzare… insomma tutte quelle cose che se non le fai mai non sai che ci sono. È come quando vai a vivere da solo per la prima volta, se non sei preparata sarai sempre al telefono con tua mamma, mentre se fai delle piccole esperienze prima, ti aiuteranno per il tuo futuro.

 

Detto ciò volevo presentarvi la mia routine giornaliera. Essendo che sono da sola posso adattare tutto ai miei tempi il che è fantastico!

Mi sveglio verso le 7.20 con la sveglia, una suoneria dolce e melodiosa che farebbe svegliare allegri anche i più restii… no non è proprio così però la sveglia riprende il canto degli uccellini e delle cicale quindi rende il risveglio meno traumatico. Perché mi sveglio a quest'ora?  In questo modo posso vedere l'alba, iniziare a scaldare la casa e fare una passeggiata abbastanza presto.

Infatti quando mi alzo di solito ci sono fra i 12 e 14 gradi in casa perché la notte, per fortuna, non mi sveglio e quindi il fuoco dopo un paio d'ore si spegne. Fortunatamente io sono al caldo sotto tre coperte e un scalda sonno fantastico.

Inoltre vorrei precisare che il telefono lo metto in carica in un'altra stanza cosicché non ho la tentazione di ritornare a dormire.

La notte lascio accesa una lucetta nel caso mi servisse per qualsiasi motivo. Quindi, per prima cosa alla mattina la spengo, apro le finestre e, se ho ancora legna in casa, accendo le due stufe che abbiamo se no esco affrontando il gelo artico. Vado in bagno, faccio le mie cose, bevo e poi mi siedo sulla poiang davanti alla stufa più grande che si trova in soggiorno. Li medito per circa 20 minuti e poi faccio colazione. A volte la preparo prima di meditare, a volte dopo. La colazione di questi giorni consiste in banana tagliata sottile, mousli, yogurt greco e un Ferrero roche spezzato all'interno per non farmi mancare nulla. Dopodiché mi vesto e carico per bene le stufe prima di uscire a passeggio.

Quando esco solitamente metto su un tavolino attaccato a una finestra vari pezzi di legno così da non fare fatica durante il giorno e prenderli comodamente da lì.

La scelta della passeggiata, sempre molto ardua, si divide nell'andare da una parte verso il bosco o dall’altra verso il centro.



Preferisco quasi sempre andare verso il centro perché mi piace ammirare le casette che ci sono e perché a metà strada circa mi raggiunge sempre una cagnolina, Radhe. E’ di una coppia di amici che abitano lì tutto l’anno.



Lei mi fa compagnia per tutto il tragitto, corre avanti, mi aspetta, mi viene vicino, mi sale addosso ed è buonissima. In questi giorni mi sta facendo tanta compagnia. Oggi ad esempio è stata con me tutta la mattina e anche il pomeriggio fino alle 16.



Di solito per le 11 sono a casa e preparo il pranzo. Ho evitato di portarmi carne ma mi sono presa un pezzetto di salmone. Quindi baso il mio menù seguendo le mie voglie e gli ingredienti che ho.



Poi nel primo pomeriggio mi rilasso un pochino e prima o poco dopo le 15 sono di nuovo fuori a fare una passeggiata perché alle 17 è già buio.

Ogni volta che esco cerco di mettere dei pezzi di legna più umidi nella stufa, in questo modo so che quando torno il fuoco è ancora acceso (di solito quando esco sto fuori un’ora o un’ora e mezza non di più).

Poi quando torno preparo la legna sul tavolino se è finita e controllo le imposte da chiudere ( i primi giorni le chiudevo subito perché sono un po' timorosa, ora faccio la coraggiosa e apro la finestra anche quando non c'è luce).

Poi penso alla cena, con molta calma, faccio altri 20 minuti circa di meditazione, ceno, leggo, ho da incartare i regalini per i miei fratellini e mi rilasso.

Infine verso le 22 riempio per l'ultima volta le stufe e mi preparo per andare a letto.

 

Durante le mie passeggiate cerco di respirare più aria possibile, quando posso mi fermo in mezzo al bosco e chiudo gli occhi, oppure osservo attentamente gli alberi e li ringrazio perché mi donano una visuale molto bella.



Qui c'è molto silenzio, quindi i pochi rumori che sento mi incuriosiscono e li riconosco tutti, dal picchio che picchietta, all'uccellino che calpesta le foglie alle gocce d'acqua che cadono per terra. Ogni tanto si sente qualche aereo o una motosega, per il resto si è immersi nel silenzioso più totale.

 


Per questo natale noi saremo qui. E voi? Cosa fate per le vacanze? Le trascorrete assieme alla vostra famiglia?

Vi auguro di trovare un posto che vi faccia sentire bene e in pace.

Ella

mercoledì 7 dicembre 2022

Lavoretti di natale, idee originali per i regali

 Ciao!

Bentornata nella rubrica di Ella.

Sto riprendendo in mano le mie passioni e i miei Hobby. Visto che si sta avvicinando Natale voglio condividere l'ultimo lavoretto che ho realizzato. Penso possa essere un'ottima idea per fare un regalo originale ai propri cari.

Di recente ho comprato delle piccole pietre, ognuna delle quali ha un significato particolare e un'utilità specifica per il benessere della persona.

Non sapevo come indossarle.

Mi hanno suggerito di metterle in tasca o magari dento al reggiseno ma non sempre mi sarebbe stato possibile. Era facile perderle o romperle.

Allora sono andata a cercare in Pinterest un tutorial per fare delle collane.

Abbiamo un armadietto pieno di fili di cotone e lana, ho semplicemente cercato il filo del colore che preferivo.

Per cominciare ho preso la pietrina più piccola che era anche la più difficile da "bloccare" nel filo.


                              








Per me ho preferito il cotone alla lana, così se vorrò potrò usarele anche in estate.

Ho diviso il filo in 4 lunghe parti. Quello che vi consiglio è di non risparmiare sul filo come ho fatto io all'inizio, piuttosto abbondate, tagliare è più facile che aggiungere. 

Consiglio che il filo sia lungo almeno 50cm.

Ho fatto un'asola e all'interno ho annodato anche gli altri fili formando un quadrato e poi ho iniziato a intrecciare i fili fra di loro.

La "ragnatela" varia di grandezza in base alle dimensioni della pietra quindi già dopo il primo giro di nodi vi consiglio di guardare a che punto siete e quanti altri giri dovrete fare per racchiudere completamente la pietra.

                                         

In totale finora ho fatto tre collane di cui una per mia mamma che è stata molto contenta e soddisfatta. ( a lei infatti la pietra era caduta e si era rotto un pezzettino)


Per concludere ho deciso di fare la chiusura regolabile su cui ho ancora da lavorare ma non è complicata. In questo modo posso accorciare e allungare la collana in base alle mie preferenze e ai vestiti che indosso.


Se si utilizzano pietre più piccole si possono fare anche dei braccialetti.

E voi? avete altre idee originali per fare dei regali di Natale unici?

Vi auguro che la vostra settimana sia piena di creatività e felicità 


Ella



mercoledì 23 novembre 2022

Tutankhamon in mostra

 

Ciao!

Come stai?

Bentornata nella rubrica di Ella.

Oggi volevo raccontarti di una gita che abbiamo fatto qualche giorno fa.

Tempo addietro la zia mi ha parlato di una mostra sugli Egizi che ha attirato subito la mia attenzione.

 Mi sono messa d'accordo con un'amica che vive nel mio stesso paese ed ho proposto anche ad Adamo e Aronnino di andarci insieme.

E' stato bellissimo, era passato veramente tanto tempo dall’ultimo museo che avevo visitato, inoltre gli Egizi mi sono sempre particolarmente piaciuti.

Per Adamo era l’occasione di fare qualcosa di diverso e per Aronnino pure, allo stesso tempo è stato  il primo museo "ufficiale" che abbiamo visto assieme. Inoltre è stata un'ottima occasione per stare con la mia amica.


Con Aronnino prima, abbiamo fatto un lavoro di preparazione. 

Gli ho chiesto se conosceva Tutankhamon, che era il centro della mostra,  ho scoperto che con il papà avevano guardato un documentario a riguardo e quindi si ricordava che era il faraone morto molto giovane. 

Dopodiché in internet ho cercato un po’ di informazioni  e gliele ho spiegate nella maniera più semplice possibile, adattandole ad un bambino di 5 anni. 

Nei due giorni precedenti alla mostra abbiamo cercato di parlarne spesso assieme ai miei genitori.

In questo modo siamo riusciti a prepararlo molto bene in attesa della visita.

Quando siamo arrivati conosceva già gli aspetti più importanti riguardanti Tutankhamon.

Il museo era a Padova quindi abbiamo preso il treno di domenica mattina e, assieme alla mia amica, abbiamo poi percorso anche un lungo tratto a piedi. 

Abbiamo fatto qualche "errore di calcolo" aih aih, pensavamo che il posto fosse più vicino alla stazione dei treni e invece… ma non importa. Aronnino è stato bravissimo!! 

Poco prima di arrivare ha iniziato a dire che era stanco ma distraendolo siamo giunti a destinazione e poi è stato incantato dai reperti.

Abbiamo fatto i biglietti e lui non ha dovuto pagare. Noi, essendo studenti, avevamo diritto a un piccolo sconto. L’unica pecca è che essendo un’esposizione privata non si poteva usufruire del bonus cultura ne della carta universitaria.

Dopo aver pagato il biglietto, abbiamo fatto una piccola pausa sedendoci su delle panchine nel parco  davanti l’edificio. Abbiamo fatto un po’ di merenda così da tirarci su dopo la lunga camminata. 

Avendo un bambino piccolo con noi bisognava adattare i ritmi ai suoi. La mia amica, che è una persona che cammina molto, è stata super gentile sebbene non avesse mai visto ne Adamo ne Aronnino e per tutto il tempo ci ha fatto compagnia anche quando dovevamo rallentare o spiegargli in maniera più semplice le didascalie.

Il museo era a misura di famiglia quindi le informazioni erano abbastanza semplici e i reperti non erano gli originali ma una copia, rendendo tutti più tranquilli e rilassati.

Mi è dispiaciuto non poter vedere la mummia di Tutankhamon ma per quello immagino che dovrò recarmi in Egitto. 

Abbiamo visto cose veramente interessanti.

La mostra era suddivisa in parti: si iniziava con un po’ di storia, poi come è stata scoperta la tomba, quanto erano durati gli scavi ed in fine varie curiosità. 

Mi ha stupito il fatto che tutto sia partito dal ritrovamento di una tazza con l’incisione del nome di Tutankhamon trovata fuori dalla tomba.

Altre cose per noi strane, sono la custodia per archi (enorme), che non ci sembrava per niente comoda e dei sandali in oro…altro che vesciche.

In più gli archeologi si sono divertiti a contare i bastoni usati per camminare, dal faraone che erano circa un centinaio, le frecce che erano più di 400 e tantissimi archi.

C'erano i sarcofagi che contenevano la mummia e  i gioielli  che servivano come protezione e adornamento del corpo.

Inoltre abbiamo letto che la maschera mortuaria pesava 10 kg d'oro!

Tra le cose ritrovate nella tomba c’erano: il carro, tutto in oro e i vasi che contenevano gli organi del faraone protetti da statue che rappresentavano divinità.

Infine c’era il reparto souvenir, estremamente costoso, e lì abbiamo comprato un mazzo di carte per fare gli indovinelli sull’Egitto.

Quando siamo usciti era ora di pranzo, abbiamo cercato un posto dove mangiare ma essendo domenica i locali erano chiusi così siamo tornati alla stazione dove abbiamo finalmente trovato un bar per far riposare le gambe del nostro povero Aronnino…. E anche le nostre.

Quando è stata ora di prendere il treno la mia amica ed io ci siamo salutate e ognuno è tornato a casa propria.

Stanchi ma contenti abbiamo raccontato questa fantastica esperienza ai nostri genitori.

Andando a questo museo ho potuto ritrovare il mio interesse per le mostre, per la storia e per la cultura antica. Mi piace vedere i reperti archeologici che testimoniano vite passate, abitudini, eventi e cerimonie di una volta. Gli Egizi poi mi hanno sempre affascinato più di altre civiltà insieme ai cinesi e agli indiani d’America.

Spero di avervi invogliato a visitare qualche mostra che avete vicino a casa oppure come noi quella di Tutankhamon . Oggigiorno abbiamo una vasta scelta fra Facebook, Instagram, internet e annunci vari che ci possono suggerire di tutto e di più.

Vi auguro buona giornata e che la voglia di conoscenza sia sempre con voi.

Ella

mercoledì 16 novembre 2022

Una nuova esperienza

 

Ciao!



Ben tornata nella rubrica di Ella.

Oggi volevo condividere un’esperienza che ho fatto di recente.

Sono andata per 8 giorni in un Ashram in Puglia, un posto stupendo immerso nel verde della natura dove il tempo sembrava si fosse fermato.



In questo posto ho imparato tante cose, altre le ho approfondite ma più di tutto ho capito che tutto ciò che ho vissuto e fatto prima di arrivarci mi ha preparata ad accogliere a braccia aperte ciò che mi attendeva.

Ho capito che sto andando per la giusta strada sebbene il percorso non lo abbia ancora ben definito.



Tutto è cominciato tramite un’amica rincontrata per caso ( anche se alla fine non è mai un caso) con cui ho riallacciato i rapporti. Lei mi ha parlato di questo posto in cui è stata assieme ai suoi genitori .

Mi ha raccontato che in questo posto si meditava, che si segue la filosofia indiana ma allo stesso tempo c’è la concezione (che io abbraccio completamente) che se preghi con amore non importa a chi ti rivolgi, la preghiera sarà ascoltata. L’amore d'altronde porta sempre al bene.

Mi sono fatta dare il nome dell’account instagram e nei giorni a seguire ho cominciato a guardare le storie, a leggere i loro post finché un giorno hanno pubblicato le informazioni di un nuovo percorso che sarebbe iniziato a breve e riguardava la riscoperta di se.



Questo mi ha fatto capire che era il momento giusto per andare.

( Ne ho parlato a casa, i miei hanno incontrato i genitori della mia amica e si sono accertati che fosse un posto “ buono”).

Poi  ho contattato i referenti ed ho preso i biglietti del treno, ho fatto la valigia e via!

È stato molto bello, sia perché ho fatto qualcosa che volevo veramente fare perché lo stavo facendo per me stessa sia perché lo avevo deciso io, tutto da sola.

Lì ho incontrato tantissime perone gentili e accoglienti e con ognuna ho trovato qualcosa che le univa a me in un modo o in un altro. Sembrava che tutto fosse predisposto per aiutarmi.



Mi sono aperta, a dimostrazione di questo avevano fatto un paio di video : il primo era la prima mattina che ero li e ci avevano chiesto di ballare con una benda sugli occhi. Io adoro ballare eppure guardando il video mi sono accorta di come ero bloccata, sembravo un palo. Il secondo video è stato fatto qualche giorno dopo e mi si intravedeva solo di sfuggita ma mi è bastato per farmi capire quanto fossi cambiata in così poco tempo.


C’ero io che ondeggiavo la testa, le braccia ed il busto insieme alla mia lunga coda come se fossi una morbida onda che si muove.

È stato un periodo di profonda condivisione, sia per le esperienze di vita che degli spazi.



I ritmi sono diversi, ci si alza presto si va a letto tardi, si mangia vegetariano quasi vegano e se pensi che questo sia difficile posso dirti che per me non lo è stato. Certo il sonno c’era ma volendo avrei potuto dormire un po’ durante il giorno e per il cibo a ogni pasto il mio stomaco si riempiva sempre e ogni volta si mangiava qualcosa di super delizioso.


 

Ho scelto di stare in dormitorio dove c’erano moltissimi letti a castello, fortunatamente alla fine eravamo solo in 6 a dormirci.



Inoltre mangiavamo tutti assieme due volte al giorno, si facevano le attività e si puliva tutti assieme.



Ognuno aveva dei compiti da portare a termine durante la giornata come ad esempio cucinare, pulire le camere, i bagni ( anch’essi in comune ) o fare le lavatrici. 



Quando avevamo tempo libero potevamo fare quello che volevamo, c’era chi andava nel bosco per stare più a contatto la natura, chi faceva lunghe passeggiate nel verde, chi stava nel giardino osservano il panorama, giocando con i cani e guardando i maiali che gironzolavano liberi, qualcuno ne approfittava per riposare ,c’era chi leggeva  e chi chiacchierava.



Le pratiche, le meditazioni, i balli e i mantra sono stati ancora più belli grazie alla presenza del loro guru Shivananda che è arrivato proprio quando sono arrivata io ed è andato via 3 giorni dopo.



Che dire, è stato un bellissimo viaggio alla scoperta di se, mi ha aiutato molto. Ringrazio tanto le persone che ho incontrato perché anche se sono stata li una sola settimana mi è sembrato un mese e sento che abbiamo creato un legame molto forte.



Grazie a tutti

Ti auguro una buona giornata

 

Ella

@shivananda.ashram.events

@shivananda_swamiji

@voceesilenzio

mercoledì 28 settembre 2022

Power Wish - il metodo per avverare i desideri di Keiko

Ciao a tutti sono Ella

(L'altra volta abbiamo parlato del metodo dei 101 desideri che vi lascio QUI  e anche oggi rimaniamo in tema desideri)

Di recente ho letto un libro di Keiko: Il metodo POWER WISH


Già dal titolo si può intuire che riguarda  i desideri ( wish).  Quando l'ho comprato ero praticamente in ginocchio  con la faccia quasi per terra e mi tenevo con le braccia per evitare di cadere con il volto spiaccicato sul pavimento mentre guardavo lo scaffale più in basso della sezione 'New Age'. Diciamo che da quest'anno è diventato il mio reparto preferito e spulciando bene sono sempre riuscita a trovare dei libri super interessanti.

Questo mi ha colpito sia per la copertina ( che si sa è sempre ciò che attira l'occhio ) che per un commento scritto proprio su di essa: Il metodo di Keiko aiuta le persone a trasformare i loro sogni in realtà- Marie Kondo. Quando Ho letto il nome ho capito che sarebbe sicuramente stato un libro interessante. Poi ovviamente ho letto la trama, visto come era strutturato per capire se faceva veramente al caso mio o no.

Sono 280 pagine, tantissime sono dedicate alla descrizione di ogni luna e dei suoi segni zodiacali nei vari mesi con tutti gli esempi annessi. Di conseguenza le si leggono proprio quando ci si ritrova in quella fase specifica della luna.

In cosa consiste: Keiko propone un metodo tutto suo, testato e provato che riguarda i desideri. La particolarità è che lei segue i cicli lunari per esprimere i desideri e abbina i segni zodiacali alla luna. Si basa in particolare sui pleniluni e i noviluni. In ciascuna di queste fasi c'è una formula con cui si inizia a scrivere il proprio desiderio, in più ci sono delle parole che consiglia caldamente di usare e altre no. 

Ciò che è più importante da sapere è che l'universo ascolta chi trasmette positività, gratitudine e amore verso il prossimo. Questo lo si deve trasmettere nei propri desideri se si vuole che vengano realizzati MA NON SOLO  lo si deve applicare anche a tutta la propri vita. Keiko dice di ringraziare l'universo e così ho capito che è tutto collegato.... se applichiamo la gratitudine solo quando esprimiamo un desiderio penso che sarebbe solo una grandissima perdita di tempo perchè se nel resto del tempo siamo cattivi ed egoisti, la nostra energia sarebbe molto negativa quindi sarebbe impossibile attirare positività.

E' una cosa che anche nella vita di tutti i giorni la mia famiglia ed io abbiamo imparato ad applicare. La noto in  particolare per le cose materiali e mia mamma ad esempio lo nota anche nelle persone.

Un giorno abbiamo dato via dei cuscini che erano vecchi e due giorni dopo ce ne è arrivato uno nuovo ancora incellofanato. Tutto gratuito. Con le persone ci capita magari che vengano a trovarci perchè magari regaliamo un po' di verdura dell'orto e quindi poi si fanno due chiacchere e si scopre che magari hanno i nostri stessi interessi. A voi capita mai?

Ma ritornando al libro, cosa bisogna fare?

Allora come si formula il desiderio varia se la luna è piena o nuova, quello che viene consigliato è di scrivere il desiderio sia in una fase che nell'altra per essere sicuri che si avveri. A meno che non si sia già avverato.

I desideri conviene scriverli in un quadernino dove vengono tenuti tutti assieme così ogni tanto li si può rileggere( che va sempre bene, un po' come il metodo dei 101 desideri) e si può controllare se si sono avverati.

 Non c'è un limite al numero dei desideri da scrivere.

Infine quando c'è il novilunio o il plenilunio ( in orari preciso) si hanno 10 ore di tempo per scrivere i desideri oppure per rileggerli a voce alta così che l'universo ti senta.

Quando c'è il novilunio e il plenilunio Keiko dice che è come se si aprisse un portale fra noi e l'universo, proprio per questo è il momento migliore per scriverli.

Infine Keiko dice che per rafforzare i desideri si dovrebbe esporre ai raggi lunari una bottiglia di vetro piena d'acqua e col tappo nella notte dove il collegamento fra noi e l'universo si fa più forte. Dopo di ché si può o bere l'acqua mentre si leggono a voce alta i desideri e mettere un bicchiere sul comodino e il giorno dopo buttarlo via perchè questo bicchiere avrebbe la funzione di attirare tutta la negatività della stanza. Infine se i desideri li si è già scritti , la sera nel plenilunio o novilunio si può mettere il quadernino sotto la bottiglia che attira i raggi lunari e il giorno dopo berne semplicemente l'acqua.

Io ho appena cominciato e già un desiderio si è avverato. Il 25 Settembre c'era il novilunio e la mattina dopo ho letto i desideri e nel primo pomeriggio si è già iniziato ad avverare un desiderio.

A me questo metodo ispira molto. Alla fine chiedere non costa nulla no? al massimo non succede niente. 

Inoltre pure l'acqua esposta ai raggi lunari non può fare male, mal che vada bevo dell'acqua che ha visto il mio giardino per tutta la notte con le lumache che girano e la talpa ( quella benedetta talpa) che scava sottoterra.

Spero che questo post vi possa invitare a provare anche voi a chiedere, domandare, desiderare.



Se volete In Instagram potete trovare ciò che facciamo giornalmente: @voceesilenzio 

oppure potete accedere direttamente dal link https://www.instagram.com/voceesilenzio/ 


State positivi, Ella

mercoledì 21 settembre 2022

Cosa voglio? Cosa desidero?

 Mi sono imbattuta nei 101 desideri di Igor Sibaldi sempre per lo stesso motivo.

Voglio prendermi cura della mia vita e dei miei figli, in particolare dei miei bambini speciali.

Il mio desiderio è di migliorare la loro qualità della vita e di conseguenza anche quella di tutta la famiglia.

Per moltissimo tempo li ho letti alla mattina assieme alle affermazioni positive ( trovi un breve post qui), era un periodo difficile ed avevo bisogno di sostegno.




Alle volte ascolto le affermazioni positive da You Tube, in particolare mi piacciono queste:

affermazioni positive

le ho salvate anche su Spotify che mi permette di ascoltare ed avere il telefono libero in caso debba rispondere ad un messaggio o ad una telefonata.

Il mondo dei disideri è molto vicino a quello della preghiera e se si studia bene direi che sono la stessa cosa, desiderare in maniera consapevole allarga la mente ed il cuore.

Quindi mi sono informata come primo approccio guardando i video che riporto:

Igor Sibaldi - La tecnica dei 101 desideri

quest'altro video l'ho trovato qualche tempo dopo e per me è stato illuminante, mi ha sbloccato qualcosa dento e in pochissimo tempo sono riuscita a passare da 40 a 164 desideri, purtroppo la persona dice moltissime parolacce che personalmente trovo inutili.

Lista dei 101 desideri - Scriviamola insieme

A quanti desideri sono arrivata?

164 

Un numero considerevole, molti anzi moltissimi sono legati ai miei figli alla mia famiglia ma questo percorso mi ha portato a fare un cammino.

Desiderare ti porta a conoscerti, quando scrivi ti rendi conto effettivamente di cosa hai bisogno.

Mi ha aiutato a fare il punto della situazione, ha aperto il mio sguardo verso nuovi orizzonti e mi sono inoltrata in nuove strade mai percorse prima senza paura perchè il mio desiderio era partito dal cuore.

Quanti se ne sono avverati:

44

Un desiderio veramente assurdo che ho scritto dopo aver ascoltato il secondo video è stato:

Io Voglio Visitare un'astronave aliena.

Se stati ridendo ti capisco benissimo, pensa che questo è uno tra i desideri più strani ma diciamo che ho voluto un pò sfidare la sorte.

Bè si è realizzato!

Come?

Non sono andata fisicamente su di un'astronave e non ho fatto nessuna meditazione per arrivarci.

Allora come sono riuscita ?

Un giorno è venuta a trovarmi un'amica e mi ha portato un libro da leggere.

Si trattava di una testimonianza di una persona che diceva di essere stata su un'astronave aliena.

Che sia vero o meno non mi interessa il libro era la risposta al mio desiderio e alla fine leggendolo ci sono andata anch'io sull'astronave. 

Invece per i desideri più importanti, come dicevo all'inizio, desiderare mi ha portato ad affrontare nuove strade, nuovi cammini e sono felice di averli intrapresi.

Ti auguro di desiderare tanto tantissimo per te per chi ami e per il mondo intero.

Desideriamo un mondo migliore e incamminiamoci assieme nel costruirlo.

Grazie di avermi letto e se ti va di scrivermi la tua esperienza puoi farlo nei commenti oppure scrivendo una mail a :

voceesilenzio@gmail.com

 Ora aggiungo la testimonianza di mia figlia maggiore, al momento l'unica della famiglia oltre me, che abbia provato a scrivere la lista dei desideri.

Ella:

Da un po' di tempo ho iniziato a provare questo metodo. Spesso ho sentito dire' che se vuoi avere qualcosa devi sudare e faticare per averlo'.

Sicuramente impegnarsi è sempre utile, però è anche vero che domandare non costa nulla. Quindi quando la mamma mi ha inviato dei video informativi ( molto lunghi tra l'altro. Grazie mamma) li ho visti e ho deciso di provare. Pensare a questi desideri all'inizio non è affatto facile perché non siamo abituati ad avere la possibilità di domandare qualsiasi cosa vogliamo.

Certo se domandiamo una Ferrari e nella nostra famiglia lavora solo uno dei due genitori, facendo un lavoro che gli da 1500 euro al mese… è un po' difficile che ci arrivi ( e poi se ci arrivasse come faremo a mantenerla? Dovremo fare un altro desiderio chiedendo di avere un lavoro più redditizio). Quindi non c'è da stupirsi se in risposta al desiderio ' voglio una ferrari' ci arriva una macchinetta giocattolo che ci sta su una mano. In quel caso dovete comunque tenere conto che il desiderio si è avverato.

Quindi state ben attenti a cosa chiedete, allo stesso tempo però sbizzarritevi. Un desiderio che ho scritto è stato: 'arrampicarmi su un albero' e anche se è una cosa banalissima ( anche a casa ho degli alberi su cui potrei salire) non ne ho ancora avuto l'occasione. Altri invece, che non pensavo così veloci, nell'arco di pochissimo si sono realizzati.

Quello che è importante è leggerli spesso. Bisognerebbe leggerli tutti i giorni perché in questo modo è come se si ricordasse all'universo che voi volete queste cose, in più quando se ne avvera uno bisogna sostituirlo con un altro. Io per ora sono arrivata a poco più di 80 desideri e nel mentre alcuni si sono già avverati. Quello che posso dirvi è : sognate in grande ma pensate a ciò che potrebbe essere adatto a voi ( come l'esempio della Ferrari, magari avete le possibilità economiche per comprarla e mantenerla ma non avete un garage e quindi dovete lasciarla in strada ed è più facile che ve la rubino o rovinino e così via)

Io ho iniziato questo esperimento a inizio anno e continuo a farlo. Sono contenta perché vedo che funziona. In più rileggendo i desideri spesso ti accorgi che uno si è avverato magari in un modo diverso o che non ti aspettavi ma si è avverato e quindi passi a scriverne altri.

In Instagram potete trovare ciò che facciamo giornalmente: @voceesilenzio oppure potete accedere direttamente dal link https://www.instagram.com/voceesilenzio/ 

mercoledì 10 agosto 2022

Riflessioni dopo una vacanza padre-figlia


Qualche giorno fa sono tornata a casa dal mare e ne ho approfittato per stare un po’ con il mio papà, noi due da soli. Nel mio lungo viaggio di ritorno dal mare, tra autobus e treno ho avuto il tempo per riflettere. Non vedevo l’ora di stare un po’ con lui e mi sono resa conto che nell’ultimo anno scolastico abbiamo avuto modo di scambiarci solo qualche parola a cena o un buongiorno mattutino.

Lui era al lavoro mentre io ero sempre più impegnata con lo studio dovuto alla maturità e qualche uscita con gli amici durante il weekend.

Quando ho realizzato che avrei avuto modo di stare un po’ col mio papà ( l’eroe di tutte le figlie) ero contentissima. Essendo anche la maggiore ho sempre saputo che i più piccoli hanno più necessità e quindi quando parlavo con lui spesso venivamo interrotti o stavamo facendo altre cose contemporaneamente. Lo stesso avviene quando cerco di stare 5 minuti con mia mamma, inevitabilmente qualcuno cade e sembra che stia cacando il mondo pur di avere la sua completa attenzione. (alzata di occhi al cielo)

Quindi, ritornando al punto della questione: ho passato 3-4 giorni rilassanti a casa con mio papà.

Quello che mi ha fatto più strano era poter fare rumore negli orari più svariati senza doversi preoccupare di qualcuno che dormiva, cucinavamo ciò di cui avevamo voglia senza dover pensare ad Isa ed Ago e ciò che loro potevano mangiare, insomma non c’erano vincoli.

Ogni tanto invidio quelle famiglie dove i figli hanno più o meno la stessa età e quindi i genitori iniziano a rompere meno, possono uscire senza dover chiamare la babysitter, si possono guardare film d’azione tranquillamente. ( questo è un vantaggio fantastico)

Poi però ho capito una cosa. Durante i pasti c’era una tranquillità che per il primo giorno era fantastica ma già dal secondo era diventata stancante. Riunirsi a tavola è una cosa che abbiamo sempre fatto. Salvo impegni particolari, TUTTI noi abbiamo sempre fatto il possibile per mangiare TUTTI assieme. È il momento in cui ci si dice cosa è successo di particolare durante la giornata, ci si aggiorna sugli impegni vari ( mi stupisco sempre quando alcuni miei amici mi dicono che non hanno idea di dove siano i loro fratelli in quel momento) si fanno battute, si rimprovera qualcuno perché non è seduto bene sulla sedia.

Più di tutto mi era mancato un argomento che da noi IMMANCABILMENTE viene sempre fuori durante o il pranzo o la cena ( se non in entrambi addirittura )

Rullo di tamburi: LA CACCA

Ebbene si, i miei genitori ADORANO aggiornarsi fra di loro sulle condizioni di salute dello stomaco di Isa ed Ago e quale momento migliore se non a tavola magari mentre si sta mangiando una bella vellutata di ceci color…beh CACCA, o ancora peggio…fagioli magari.

Sappiate che negherò fino alla morte in quanto io sono la prima persona che ogni singola volta supplico di bloccare questo argomento così poco…stimolante.

Comunque a parte queste riflessioni molto profonde su ciò che mi è mancato devo dire che questa vacanza ha ricaricato le mie batterie. Ci svegliavamo, facevamo colazione con calma, decidevamo cosa fare e iniziavamo la giornata. In questi giorni ho apprezzato ogni singolo momento vivendolo appieno. Papà ed io siamo andati a fare la spesa, dal market casa, dal venditore di piantine, ho steso e raccolto il bucato mentre lui riempiva e svuotava la lavastoviglie, abbiamo pulito la casa, guardato dei film. Mi ha aiutato anche a fare i quiz per la teoria della patente e infine abbiamo fatto la pasta fatta in casa per le lasagne.




















Non so come descriverlo se non che è stato bello. È stato il mio modo di essere coccolata ( non che i miei non lo facciano) a 19 anni è stato come tornare bambina per un po’.Noi fratelli maggiori infatti abbiamo tante responsabilità, avere anche solo un fratello più piccolo ci fa rendere più protettivi. Guai a toccare i fratelli minori, divento una mamma chioccia che si mette i pulcini sotto le sue ali e inizia a beccare tutti. Ma siamo anche le persone in mezzo quando un genitore litiga con uno di loro, siamo in mezzo perché abbiamo già passato quel momento e siamo cresciuti quindi ora comprendiamo meglio perché i genitori si arrabbiano, comprendiamo le loro paure, preoccupazioni, desideri ma allo stesso tempo comprendiamo i nostri fratelli, sappiamo come si sentono e cosa vorrebbero dire. Insomma il nostro è un lavoro a tempo pieno fatto di emozioni, parole non dette e alcune espresse. Fare una pausa da tutto questo mi ha dato la carica per riprendere più attiva che mai.

Vi auguro anche a voi di avere sempre la possibilità d fermarvi un attimo senza sentirvi in colpa così da riprendere con più forza.

Ella

P.S. 

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